Revision nr. 5

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Revision 5

INFLUENZA DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI DELLE RETI MOBILI SULLA FERTILITÀ MASCHILE

1 SOMMARIO

L'influenza dei campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari sulla fertilità maschile è stata analizzata in diversi studi nazionali e internazionali. Studi sull'uomo concordano nel dimostrare una ridotta fertilità in soggetti che usano spesso un telefono cellulare. Tuttavia,  tale fenomeno è causato molto probabilmente dallo stile di vita degli individui esaminati e non dai campi elettromagnetici. Studi di laboratorio mostrano soprattutto effetti termici al di sopra della soglia di radiazioni consentite, risultati che potrebbero dipendere dall'elevata sensibilità termica degli spermatozoi. Valori così elevati non si riscontrano nell'uso quotidiano dei telefoni cellulari. Anche se un telefono cellulare emette onde all'interno di una tasca, l'esposizione dei testicoli ai campi elettromagnetici è molto al di sotto dei valori limite, escludendo così un effetto termico. Studi sugli animali mostrano risultati in parte contraddittori a seconda della qualità dello studio. Gli studi che soddisfano i requisiti qualitativi della buona pratica scientifica non mostrano alcuna influenza dei campi elettromagnetici sulla fertilità. Poiché molte delle osservazioni descritte non sono state chiarite in modo definitivo, l'OMS nell'agenda di ricerca 2010 raccomanda di approfondire gli studi in questo settore, ma non con un livello di priorità elevato.


3 INTRODUZIONE

La questione secondo cui i campi elettromagnetici ad alta frequenza generati dai telefoni cellulari abbiano un'influenza sulla fertilità maschile è oggetto di approfondite ricerche da oltre dieci anni. Per la seguente analisi della letteratura sono state esaminate pubblicazioni originali e revisioni sistematiche dal 1999 nella banca dati PubMed (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed) e nel portale EMF (www.emf-portal.de) del Forschungszentrums für Elektro-Magnetische Umweltverträglichkeit (Centro di ricerca per la compatibilità ambientale elettromagnetica) dell'Università di Aachen (Aquisgrana). Sono stati presi in considerazione lavori pubblicati su riviste scientifiche e sottoposti a peer review. Inoltre, sono state esaminate le revisioni sistematiche delle autorità e dei comitati nazionali e internazionali per la radioprotezione. Sono state incluse pubblicazioni fino alla fine di dicembre 2013 e sono stati presi in considerazione solo gli studi che hanno analizzato gli effetti dei campi elettromagnetici delle reti mobili sulla fertilità maschile nell'uomo, negli animali o in campioni biologici. Sono stati esclusi i lavori su campi generati da stazioni di base per la telefonia mobile o da hotspot WLAN e Wi-Fi. Non sono state prese in considerazione pubblicazioni che hanno studiato l'influenza dei campi nella gamma di frequenza di 10 GHz e oltre, poiché i telefoni cellulari trasmettono generalmente nella gamma di frequenza tra 900 MHz e 2,5 GHz. Inoltre, sono stati esclusi gli studi su insetti e uccelli in quanto i loro risultati risultano essere meno trasferibili all'uomo rispetto a quelli ottenuti sui mammiferi (per lo più roditori da laboratorio). In base ai criteri di cui sopra, sono stati individuati 55 studi sull'uomo e su animali e studi di laboratorio su cellule, tutti di varia qualità, condotti con metodologie differenti e che hanno dato risultati molto eterogenei e spesso contraddittori.

Vi sono inoltre cinque revisioni sistematiche e sei valutazioni di organismi nazionali e internazionali. Queste pubblicazioni sono riassunte e valutate qui di seguito.

 

STUDI SULL'UOMO

Nell'ultimo decennio sono stati condotti cinque studi sull'uomo (Tabella 1) con l'obiettivo di analizzare la relazione tra l'uso del telefono cellulare e la fertilità maschile. La maggior parte di questi ha esaminato pazienti che presentavano già problemi di fertilità. Tutti gli studi giungono alla conclusione che l'uso frequente del telefono cellulare è associato ad una ridotta fertilità. Nelle persone che usano i telefoni cellulari molto spesso, il numero e la motilità degli spermatozoi sono inferiori e la percentuale di spermatozoi danneggiati è più alta rispetto a coloro che usano i telefoni cellulari più raramente o mai. Tutti gli studi si sono concentrati sul rapporto tra l'uso del telefono e la fertilità maschile, ma senza analizzare il rapporto diretto con i campi elettromagnetici. Wdowiak et al. (2007) sottolineano che gli utenti che utilizzano spesso questi dispositivi sono più attivi dal punto di vista professionale, svolgono un'attività sedentaria e sono esposti a uno stress maggiore rispetto agli utenti che li utilizzano meno. È stato dimostrato che tutti questi fattori compromettono la qualità dello sperma. Altri possibili fattori di influenza come l'età, lo status sociale, lo stress, il consumo di alcol e tabacco sono stati presi in considerazione solo parzialmente o per niente. È quindi molto probabile che i responsabili della ridotta fertilità osservata siano stati i fattori confondenti (confounder), il cui effetto negativo sulla fertilità maschile è stato dimostrato, e non i campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari. Per questi ultimi, non è noto nessun meccanismo d'azione al di sotto dei valori limite che potrebbe causare danni alle cellule o ai tessuti.

 

 

5 STUDI DI LABORATORIO

Dal 1999, l'influenza diretta dei campi elettromagnetici a radiofrequenza sugli spermatozoi prelevati - prevalentemente umani - è stata presa in esame in undici studi di laboratorio. Dieci di questi hanno rilevato un cambiamento significativo dovuto all'influenza dei campi elettromagnetici in almeno uno dei parametri esaminati, mentre molti altri parametri spesso sono rimasti invariati (Tabella 2).

5.1 METODI

Tutti gli studi di laboratorio presentano carenze metodologiche di diversa entità. In tre studi, sono stati utilizzati come fonti di campi elettromagnetici telefoni cellulari commerciali. Questo non corrisponde più allo standard attuale della scienza e della tecnologia. Tutti gli altri gruppi di lavoro hanno utilizzato sistemi di esposizione che non sempre sono descritti con precisione. In tre studi non è stato riportato il tasso di assorbimento specifico (SAR), che descrive la potenza assorbita dal tessuto (energia per unità di tempo) in watt per chilogrammo (W/kg). Senza queste informazioni, non è possibile valutare i cambiamenti osservati. Nove studi hanno svolto controlli inadeguati. Ad esempio, le cellule di controllo si trovavano all'esterno del sistema di esposizione o in un'altra stanza. Per soddisfare i criteri di qualità menzionati, invece, sarebbe necessaria un'esposizione fittizia all'interno dello stesso sistema a campi elettromagnetici spenti. Altrimenti, c'è la possibilità che siano state esercitate ulteriori influenze ambientali sui campioni e sui controlli esposti ai campi e che queste abbiano causato gli effetti osservati. Solo due studi recenti del 2013 hanno utilizzato un'esposizione fittizia. Inoltre, solo tre studi sono stati condotti in cieco, cioè senza che i ricercatori incaricati di esaminare i campioni sapessero quali erano stati esposti e quali no. Questo accorgimento è importante per ridurre al minimo, ad esempio, le impressioni soggettive  nelle valutazioni visive. Tre degli studi hanno analizzato valori SAR superiori ai limiti, fino a 5,7 W/kg e 27 W/kg. In questo caso si può ritenere che gli effetti osservati siano stati termici, poiché gli spermatozoi sono particolarmente sensibili alla temperatura.

 

 

 

 

 

 

5.2 RISULTATI

Di seguito sono presentati in dettaglio solo i risultati di studi recenti che hanno utilizzato un sistema di esposizione e che hanno indicato il valore SAR.

Falzone et al (2008) hanno ben definito il loro sistema di esposizione e non hanno riscontrato alcuna influenza sui parametri di motilità degli spermatozoi a 2 W/kg (corrispondente al relativo valore limite). A 5,7 W/kg, vale a dire al di sopra del valore limite, il numero di spermatozoi mobili è rimasto invariato, ma la loro velocità era inferiore. Negli spermatozoi non sono stati osservati stress ossidativo, alterazione dell'attività enzimatica o morte cellulare programmata prematura né a 2 né a 5,7 W/kg (Falzone et al. 2010). In un altro studio di follow-up (Falzone et al. 2011), gli spermatozoi risultavano alterati morfologicamente a 2 W/kg e la loro capacità di legarsi all'ovulo risultava compromessa, ma la loro vitalità è rimasta invariata. Questo esito è inspiegabile in quanto gli spermatozoi morfologicamente alterati sono di solito meno vitali. Il risultato è stato messo in discussione da altri ricercatori(Lerchl 2012).

De Iulis et al (2009) hanno osservato una diminuzione della motilità e della vitalità dello sperma a valori SAR crescenti nell'intervallo 0,4-27,5 W/kg, ma senza stress ossidativo. L'influenza era dose-dipendente ed è iniziata con una durata di esposizione di 16 ore a partire da circa 1 W/kg.

Liu et al (2013a) non hanno osservato alcun effetto su una linea cellulare di spermatociti di topo a 1 e 2 W/kg, mentre a 4 W/kg si è manifestato stress ossidativo seguito da danni al DNA. Non ci sono state rotture del filamento di DNA.

 

5.3 VALUTAZIONE

Falzone et al. (2008, 2010, 2011) e De Iulis et al. (2009) affermano che non può trattarsi di un effetto termico perché i loro campioni erano stati raffreddati. Tuttavia, dal momento che la determinazione dell'esposizione in colture cellulari è difficile, De Iulis ha misurato  il valore SAR solo indirettamente in una soluzione salina ed è possibile che nella coltura cellulare ci sia stata una deviazione considerevole (Lerchl 2013). Inoltre, con un riscaldamento tramite campi elettromagnetici e un raffreddamento simultaneo si manifestano gradienti di calore. Poiché gli spermatozoi sono particolarmente sensibili al calore, ci si aspetta un effetto termico soprattutto al di sopra dei valori limite. In generale, un riscaldamento dei testicoli e dello sperma di più di 2°C o al di sopra dei 39°C è dannoso, ma il danno è temporaneo. Le indagini condotte nell'ambito del programma tedesco di ricerca sulla telefonia mobile (http://www.emf-forschungsprogramm.de/forschung/dosimetrie/dosimetrie_abges/dosi_055.html) hanno dimostrato che in scenari realistici - ad esempio, con un telefono cellulare in tasca dei pantaloni - i valori SAR sono nettamente inferiori a 1 W/kg e il riscaldamento dei testicoli causato dai campi elettromagnetici è di circa 0,01 °C.

Questo riscaldamento è considerato innocuo per la salute. Anche alla luce dei risultati degli studi di laboratorio di cui sopra ci sono